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Prostituzione in appartamento in Ticino: cosa dice la legge (e perché le infrazioni sono triplicate)

Prostituzione in appartamento in Ticino: cosa dice la legge (e perché le infrazioni sono triplicate)
24 agosto 2026

Prostituzione in appartamento in Ticino: cosa dice la legge (e perché le infrazioni sono triplicate)

Le infrazioni per esercizio illecito della prostituzione in Ticino sono quasi triplicate in due anni: 50 casi nel 2022, 149 nel 2024, con un trend confermato anche nel 2025. A dirlo sono i dati della Polizia cantonale citati dal Corriere del Ticino, che ne attribuisce la causa principale a un fenomeno preciso: sempre più professioniste del sesso lasciano i locali erotici tradizionali per lavorare in appartamenti privati, spesso senza la notifica richiesta dalla legge.

Il numero dei postriboli sul territorio cantonale resta stabile, anzi in leggero calo. A crescere è tutt'altro: il ricorso ad appartamenti affittati per brevi periodi, non di rado tramite piattaforme come Airbnb, che garantiscono più discrezione e libertà di movimento ma quasi mai rispettano i requisiti previsti dalla Legge sulla prostituzione (LProst).

Cosa prevede la legge per lavorare in appartamento

In Ticino non basta affittare una casa e iniziare a esercitare. Secondo l'articolo 43 del Regolamento sull'esercizio della prostituzione, è la persona che mette a disposizione l'appartamento a dover presentare la richiesta di notifica alla Sezione TESEU della Polizia cantonale. La procedura non è una formalità: il Comune deve verificare che l'immobile si trovi in una zona ritenuta idonea (le stesse zone di divieto che valgono anche per i locali erotici), il contratto deve avere una durata minima di tre mesi e all'interno dello stesso stabile non possono essere autorizzati più di due appartamenti, con una sola persona per unità.

Sono vincoli pensati per tenere sotto controllo il fenomeno, ma che finiscono per scoraggiare chi lavora nel settore con soggiorni brevi o mobilità frequente tra un Cantone e l'altro. Il risultato lo dicono i numeri: a fine 2024 gli appartamenti notificati in Ticino erano solo 24, uno in più rispetto all'anno precedente. Un dato minuscolo se confrontato con la crescita degli esercizi non autorizzati.

Perché le infrazioni sono esplose

Il commissario capo Gianluca Calà Lesina, responsabile della Sezione TESEU, ha spiegato al Corriere del Ticino che l'aumento delle denunce dipende da due fattori che si sommano: da un lato il ricorso sempre più frequente ad appartamenti che non rispettano i requisiti di legge, soprattutto quelli affittati per periodi brevi; dall'altro un'attività di contrasto più intensa da parte della Polizia cantonale e delle Polizie comunali, che perseguono le violazioni dell'articolo 199 del Codice penale sull'esercizio illecito della professione.

Nei nove locali erotici presenti sul territorio, invece, la situazione è definita sotto controllo: le ispezioni condotte ai sensi dell'articolo 14 della legge confermano che le disposizioni vengono sostanzialmente rispettate. Il problema, quindi, si concentra quasi interamente sugli appartamenti privati, dove si è formata quella che gli addetti ai lavori chiamano una vera e propria zona grigia.

La critica: regole troppo rigide

A chiedere una revisione delle norme è Primis, il servizio di Zonaprotetta attivo nel sostegno alle persone che si prostituiscono. La responsabile Vincenza Guarnaccia sottolinea come, per ottenere l'autorizzazione, chi esercita la professione debba presentarsi alla TESEU insieme al proprietario dell'immobile, che a sua volta non deve trovarsi in zona residenziale. A questo si aggiunge il limite di una sola persona per appartamento, anche quando lavorare in due garantirebbe più sicurezza reciproca.

Per Guarnaccia il risultato di queste regole è paradossale: anziché ridurre l'irregolarità, la alimenta, perché chi non riesce a notificare la propria attività finisce comunque per lavorare, ma fuori da qualsiasi controllo. Una posizione che il Cantone conosce bene: dal 2024 esiste un gruppo di lavoro interdipartimentale, istituito dal Consiglio di Stato, incaricato di monitorare il fenomeno e valutare eventuali modifiche alla legge del 2019, qualora la situazione dovesse aggravarsi ulteriormente.

Cosa significa in pratica

Per chi lavora nel settore in Ticino i numeri dicono una cosa sola: affittare un appartamento senza passare dalla TESEU espone a una denuncia per esercizio illecito, che si resti una settimana o un anno. Verificare prima requisiti e zone autorizzate, magari con l'aiuto di realtà come Zonaprotetta, costa meno di un procedimento penale, esattamente come vale la pena conoscere le regole sul permesso di lavoro per la prostituzione in Svizzera prima di iniziare.

Chi invece cerca un'escort in Ticino trova in questa crescita degli appartamenti non regolarizzati un motivo in più per fidarsi di annunci verificati piuttosto che di canali improvvisati: la trasparenza sulle condizioni di lavoro protegge tanto le professioniste quanto i clienti. Anche i numeri sulle nuove notifiche raccontano un settore in crescita, non in fuga: nel 2024 si sono presentate 352 nuove persone intenzionate a esercitare la prostituzione, contro le 284 del 2023 e le 219 del 2022. Il problema non è che mancano le persone che vogliono lavorare in regola, è che le regole per farlo restano poche e strette.

Il confronto tra Cantoni resta difficile, perché ogni Cantone ha una propria regolamentazione sulla prostituzione. Ma la tendenza descritta dal commissario Calà Lesina, una mobilità crescente di chi esercita la professione, con permanenze sempre più brevi in un dato luogo, sembra accomunare gran parte della Svizzera. Un motivo in più per seguire con attenzione gli sviluppi legislativi annunciati dal Consiglio di Stato nei prossimi mesi.