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Tratta di esseri umani in Svizzera: 532 vittime nel 2025, 21 in Ticino

Tratta di esseri umani in Svizzera: 532 vittime nel 2025, 21 in Ticino
1 agosto 2026

Tratta di esseri umani in Svizzera: 532 vittime nel 2025, 21 in Ticino

I numeri sono arrivati il 30 luglio, per la Giornata internazionale contro la tratta, e non sono numeri che si archiviano in fretta. Nel 2025 le cinque organizzazioni della Piattaforma svizzera contro la tratta (Antenna MayDay, ASTRÉE, AVIT, CSP Ginevra e FIZ, il servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne) hanno preso in carico 532 vittime di tratta di esseri umani. Cinquecentotrentadue persone. In Svizzera, non dall'altra parte del mondo.

Chi legge questo blog frequenta il mondo degli annunci per adulti in Svizzera, quindi diciamolo subito: la stragrande maggioranza delle persone che si prostituisce in Ticino lo fa per scelta, in un quadro legale chiaro. Ma una minoranza è lì perché qualcuno ce l'ha messa con l'inganno e ce la tiene con la minaccia. Saper vedere la differenza non è un esercizio morale, è una competenza pratica.

I numeri del 2025: cosa dicono davvero

Il dato nazionale arriva da piattaforma-tratta.ch (Plateforme Traite), che coordina le cinque organizzazioni. Sulle 532 persone prese a carico, 192 sono nuove potenziali vittime, individuate valutandone oltre 380. La ripartizione per forma di sfruttamento non ammette equivoci: 55% sfruttamento sessuale, 42% lavoro forzato, il resto fra accattonaggio e sfruttamento domestico. Sette vittime su dieci sono donne, quasi sempre con un passato migratorio: 79 Paesi di provenienza, con Colombia, Nigeria e Brasile in testa.

C'è poi una novità che vale più di tante dichiarazioni di principio: per la prima volta sono stati contati anche i procedimenti. Nel 2025 risultano 87 procedimenti penali in corso, di cui 68 aperti nell'anno. Fino a ieri il lato giudiziario del fenomeno era un buco nero statistico.

Il Ticino: 21 potenziali vittime, ed è solo ciò che affiora

Nel cantone, Antenna MayDay ha identificato 21 potenziali vittime. Quattordici nel settore dell'asilo (succede che i richiedenti l'asilo diventino vittime della tratta già durante il percorso migratorio), sette in situazioni di sfruttamento sessuale o lavorativo fuori da quell'ambito.

Monica Marcionetti di Antenna MayDay frena però chiunque voglia leggere quel 21 come la misura del problema: il fenomeno è largamente sommerso. Il Ticino non ha un dispositivo specializzato strutturato come quelli del Vaud, del Vallese o dei cantoni tedescofoni, e dove il servizio manca i casi non emergono, semplicemente. "Quando si mette a disposizione un dispositivo specializzato, i casi emergono con maggiore facilità", ha detto. Il che rovescia la lettura: 21 non è quante vittime ci sono, è quante sono riuscite ad arrivare a un centro di consulenza.

Cos'è la tratta e cosa dice la legge svizzera

La tratta di esseri umani è punita dall'articolo 182 del codice penale svizzero, in vigore da vent'anni. Reclutare, trasferire, ospitare o accogliere una persona per sfruttarla è un reato contro la libertà personale, perseguibile d'ufficio. Non servono catene: basta l'inganno, l'abuso di una condizione di vulnerabilità, i documenti trattenuti, la minaccia.

Da non confondere con il traffico di migranti, che è un reato contro lo Stato e presuppone che la persona trasportata sia d'accordo. La tratta è un reato contro la persona: il consenso, quando c'è, è estorto o non conta.

Il punto debole è la giustizia. In vent'anni di articolo 182, la Svizzera ha prodotto in media una decina di sentenze all'anno. Pochissime, dicono tutte le organizzazioni del settore. Per questo la revisione dell'articolo in studio al Dipartimento federale di giustizia e polizia è accolta bene: il testo attuale non definisce con chiarezza gli elementi del reato, specie nello sfruttamento lavorativo, e le vittime arrivano in aula con vuoti di memoria e ricostruzioni frammentarie, il che rende i processi fragili. La richiesta delle ONG è una sola: la protezione delle vittime deve restare garantita comunque.

Come funziona il reclutamento oggi

Niente sequestri da film. Il reclutamento passa dai social e dalle piattaforme online: false offerte di lavoro, promesse di guadagni facili, annunci che sembrano normali. E sempre più spesso passa dai sentimenti, la tecnica del "loverboy": non comincia con "ti prostituirai", comincia con "ti amo". È proprio la leva psicologica a bloccare la richiesta d'aiuto: spesso la vittima non si riconosce come tale, oppure ha paura per la famiglia rimasta nel Paese d'origine.

ASTRÉE racconta il caso di "Vera", una donna colombiana sfruttata sessualmente in Svizzera, che ha denunciato nonostante i timori per i suoi familiari. Il procedimento è in corso. Per Angela Oriti di ASTRÉE è l'assistenza specializzata a fare la differenza, perché mette la persona in una situazione di fiducia e da lì il perseguimento degli autori diventa possibile.

I segnali di sfruttamento da riconoscere

Chi cerca incontri a pagamento in Ticino può trovarsi davanti una situazione di sfruttamento senza sospettarlo. I campanelli d'allarme concreti sono questi: la persona non parla nessuna lingua in cui possa comunicare con voi e al telefono risponde sempre un "intermediario" che gestisce tutto. Sembra spaventata, controllata, non sa in che città si trova. Non ha i suoi documenti né il suo denaro. Accetta condizioni, orari o richieste con un disagio evidente. Le foto dell'annuncio non corrispondono, o la persona sembra molto più giovane del dichiarato (e se una vittima è minorenne il reato è ancora più grave, la prostituzione minorile è punita a prescindere da tutto).

Un segnale da solo non prova niente. Due o tre insieme devono bastare per farsi domande serie e, nel dubbio, per non proseguire.

Prostituzione legale e sfruttamento: due mondi opposti

Questa distinzione va detta forte, perché la confusione fa il gioco dei trafficanti. In Svizzera la prostituzione è legale e regolamentata, in Ticino come altrove: chi esercita liberamente, maggiorenne e in regola, svolge un'attività lecita. La tratta è il contrario: una forma moderna di schiavitù in cui la persona non sceglie niente. Annunci verificati, comunicazione diretta, condizioni decise da chi lavora: sono i segnali della legalità, gli stessi su cui si basa la nostra guida alla qualità degli annunci escort. Le directory serie investono sulla verifica dei profili esattamente per tenere separati i due mondi, un po' come chi pubblica una guida per riconoscere le truffe online protegge chi cerca e chi offre allo stesso tempo.

Come segnalare e dove chiedere aiuto

Se sospettate un caso di tratta in Ticino, le strade sono due. Antenna MayDay, l'organizzazione specializzata attiva nel cantone, oppure il Servizio LAV del Dipartimento sanità e socialità, che offre consulenza riservata alle vittime di reati. A livello nazionale c'è la linea telefonica della piattaforma svizzera contro la tratta; in caso di pericolo immediato, la polizia cantonale al 117.

Segnalare non obbliga a comparire e non espone chi lo fa: i centri valutano la situazione con discrezione prima di qualsiasi passo. E visto quanto il fenomeno è sommerso, una segnalazione può fare la differenza fra un caso che emerge e uno che resta invisibile per anni.

Fonti: RSI, Corriere del Ticino, TicinoNews (30 luglio 2026), dati piattaforma-tratta.ch.