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GRANITE Act: la legge USA che vuole blindare i siti porno dalle multe europee

GRANITE Act: la legge USA che vuole blindare i siti porno dalle multe europee
11 settembre 2026

Il 28 agosto 2026 il deputato repubblicano Michael Rulli, eletto in Ohio, ha depositato alla Camera USA il GRANITE Act. Il testo vieterebbe ai tribunali americani di riconoscere o eseguire multe e sentenze straniere che il diritto statunitense considera censura. Tra le norme che finirebbero in quella categoria ci sono le regole europee sulla verifica dell'età per accedere ai siti porno: quelle del Digital Services Act nell'Unione Europea e dell'Online Safety Act nel Regno Unito.

Siamo all'inizio dell'iter parlamentare, il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera e potrebbe non arrivare da nessuna parte. La domanda che solleva però riguarda anche chi naviga dalla Svizzera: cosa succede quando un sito porno con sede negli Stati Uniti decide, semplicemente, di non rispettare le regole europee?

Cosa prevede davvero il GRANITE Act

Il testo non impedisce a un governo europeo di bloccare l'accesso a un sito sul proprio territorio, e non tocca le regole che un sito deve seguire per operare in Europa. Agisce su un altro piano: impedirebbe a un tribunale statunitense di far eseguire negli USA una multa o una sentenza estera, quando la norma che l'ha prodotta viene classificata come incompatibile con il Primo Emendamento.

Tradotto: se un'autorità europea sanziona una piattaforma con sede negli Stati Uniti, quella piattaforma può continuare a lavorare in patria senza pagare nulla, perché nessun giudice americano sarebbe tenuto a fare da esattore per conto di Bruxelles o di Londra. Resta da capire se una legge sulla verifica età rientri davvero nella definizione di censura prevista dal testo. Sarebbe una valutazione caso per caso, e i giudici la farebbero anche alla luce della sentenza della Corte Suprema Free Speech Coalition v. Paxton, che nel 2025 ha aperto la strada a un controllo meno severo sulle leggi statali di age verification. Il quadro americano è pieno di contraddizioni del genere, e le abbiamo passate in rassegna nel pezzo sul paradosso delle leggi USA sulla verifica dell'età.

Un esempio concreto: la multa Ofcom da quasi un milione di dollari

Questo tipo di legge interessa il settore per ragioni molto pratiche. Il 4 settembre 2026, pochi giorni dopo il deposito del GRANITE Act, il regolatore britannico Ofcom ha multato la piattaforma XGroovy per 986.000 dollari, perché non aveva rispettato gli obblighi di verifica dell'età previsti dall'Online Safety Act nei confronti degli utenti britannici.

È esattamente la sanzione che un sito americano potrebbe ignorare, senza conseguenze legali in casa propria, se il GRANITE Act diventasse legge e un tribunale la classificasse come censura estera. La multa resterebbe scritta sulla carta, con tutto il suo peso simbolico e nessun effetto sul conto corrente.

E in Europa, intanto, cosa cambia davvero

Mentre a Washington si discute di come proteggere le piattaforme americane, in Europa la verifica dell'età è già operativa. In Italia è in vigore dal 12 novembre 2025, sulla base del Decreto Caivano e della delibera AGCOM, con un modello a doppio anonimato che separa chi verifica l'età da chi gestisce il sito: il verificatore non sa quale sito stai per aprire, il sito non sa chi sei. Ne abbiamo scritto nel dettaglio, con le date, la lista dei siti coinvolti e le domande ricorrenti su blocchi e VPN, nella nostra guida alla verifica dell'età sui siti per adulti.

Lo scarto tra i due continenti è tutto qui. Un sito con sede in Europa non ha scelta, si adegua o viene bloccato dagli operatori locali. Un sito con sede negli Stati Uniti potrebbe incassare la multa e non pagarla mai, contando su un sistema giudiziario che si rifiuta di farla valere.

Come funziona un sistema di verifica dell'età

Vale la pena spiegare cosa chiede davvero un sistema di verifica dell'età, perché quasi tutte le resistenze nascono da un malinteso. Nessuno dei modelli europei prevede che tu carichi i tuoi documenti d'identità direttamente sul sito porno che stai per aprire.

Il compito di verificare l'età spetta a un soggetto terzo certificato. Puoi passare da un'identità digitale che già usi per altro, da un documento letto da un fornitore indipendente, oppure da una stima automatica fatta su una foto. Quel fornitore restituisce alla piattaforma una risposta secca, sei maggiorenne oppure no, senza allegare i tuoi dati anagrafici. È il senso del doppio anonimato voluto dall'AGCOM: il sito sa solo che hai superato la maggiore età, il verificatore non sa su quale sito stai entrando.

Sulla carta funziona. Nella pratica la privacy resta il nodo che frena l'adozione, perché l'utente medio non distingue tra dare il documento a un verificatore certificato e darlo a un sito pornografico qualsiasi. Non è paranoia gratuita: un archivio di dati anagrafici associati alla pornografia è uno dei bersagli più appetibili che esistano per chiunque si occupi di sicurezza informatica, e più di una fuga di dati in giro per internet lo ha già dimostrato. Sui rischi di caricare un documento per la verifica dell'età ci siamo già soffermati: la protezione dei dati, qui, non è un dettaglio burocratico.

Il risultato è che diverse piattaforme hanno preferito il blocco all'adeguamento. Aylo, il gruppo dietro Pornhub e YouPorn, ha chiuso l'accesso in vari stati americani invece di implementare la verifica richiesta dalle leggi locali, e nel 2025 ha fatto lo stesso in Francia quando è scattato l'obbligo nazionale. In Germania i siti porno senza controlli sono nel mirino delle autorità sui media da anni, ben prima del Digital Services Act. Chi cerca contenuti riservati agli adulti da quei territori trova una pagina di spiegazioni al posto del sito.

Sul fronte opposto ci sono piattaforme che l'identità digitale la usano da sempre: OnlyFans verifica documenti e maggiore età di chi pubblica fin dall'iscrizione, e per quel modello di business l'obbligo europeo è stato un aggiustamento, non un terremoto.

Perché non vedo più alcuni siti per adulti?

Se un sito per adulti che prima si apriva normalmente ora restituisce un errore o una pagina di blocco, nella maggior parte dei casi la causa è l'introduzione dei sistemi di verifica età nel paese da cui ti connetti. Il sito non è sparito. Ha scelto di non implementare un sistema di controllo conforme, oppure lo ha attivato solo per una parte del traffico, e l'accesso da quel paese resta chiuso finché la piattaforma non si mette in regola.

Il filtro si basa quasi sempre sull'indirizzo IP, cioè sul paese da cui risulta partire la connessione. Non su chi sei, non su cosa hai cercato prima.

VPN per aggirare il blocco: cosa cambia, cosa no

Una VPN, o virtual private network, fa passare la connessione attraverso un server in un altro paese e maschera l'indirizzo IP di partenza. Per questo torna puntualmente nella conversazione ogni volta che entra in vigore un blocco geografico: il controllo è facilmente aggirabile, e nei giorni successivi a ogni nuovo obbligo i download di app VPN schizzano. Usare una VPN non è reato, né in Svizzera né in Italia.

Vale però la pena essere chiari su cosa non risolve. Usando una VPN aggiri il controllo tecnico, non la ragione per cui quel controllo esiste, cioè la tutela dei minori e la volontà di non esporre i minori a contenuti pornografici. E c'è un effetto collaterale meno ovvio: chi cerca sistematicamente scorciatoie finisce spesso su mirror del sito originale, tenuti peggio ed esposti a malware e pubblicità ingannevole, oppure su portali improvvisati che copiano il nome di un sito noto proprio per intercettare chi sta cercando una via alternativa. Il blocco lo aggiri, la qualità di quello che trovi dall'altra parte peggiora.

Un discorso a parte meritano le VPN gratuite. Un servizio VPN costa banda e server, e se non lo paghi tu lo paga qualcun altro, di solito rivendendo dati di navigazione o iniettando pubblicità. Per raggiungere un sito bloccato stai affidando tutto il tuo traffico a un operatore che non conosci. Le VPN a pagamento serie hanno almeno un modello di business dichiarato e qualcosa da perdere.

Cosa significa per chi vive in Ticino

La Svizzera non fa parte dell'Unione Europea, non è vincolata dal Digital Services Act e tantomeno da una futura legge americana. Ma la gran parte dei contenuti e delle piattaforme che circolano tra Ticino e Lombardia sono europei o americani, quindi queste dinamiche arrivano lo stesso, per via indiretta.

Un GRANITE Act che svuota l'enforcement delle multe europee non sposta di un millimetro la legge svizzera. Può però togliere pressione ai grandi siti americani, che avrebbero un motivo in meno per allinearsi agli standard europei. L'effetto pratico è che il mosaico di regole diverse da un continente all'altro resta lì ancora per un pezzo.

Ed è il motivo per cui, quando si parla di sicurezza online in questo settore, la coerenza normativa conta meno della trasparenza della singola piattaforma. Un annuncio verificato su una piattaforma seria non dipende da quale tribunale, europeo o americano, decide di far valere una multa. Dipende da chi controlla i profili prima ancora che vengano pubblicati.

Domande frequenti

Cosa prevede il GRANITE Act? Vieterebbe ai tribunali statunitensi di riconoscere o eseguire multe e sentenze straniere che il diritto americano classifica come censura estera, comprese potenzialmente le norme europee sulla verifica dell'età. È un disegno di legge, non ancora approvato, agli inizi dell'iter alla Camera USA.

Il GRANITE Act impedisce all'Europa di bloccare un sito americano? No. I governi europei possono comunque bloccare l'accesso a un sito sul proprio territorio. Il GRANITE Act interviene solo sull'esecuzione delle multe e delle sentenze straniere davanti ai tribunali americani, non sulla capacità di un paese estero di applicare le proprie regole in casa propria.

Devo caricare il documento sul sito porno per accedere? No. Nel modello a doppio anonimato adottato in Italia la verifica passa da un fornitore terzo certificato, che comunica al sito solo se hai più di 18 anni. I tuoi dati anagrafici non arrivano alla piattaforma.

Perché non riesco più ad aprire un sito per adulti? Quasi sempre perché nel tuo paese di connessione è entrato in vigore un obbligo di verifica dell'età che quel sito non ha ancora implementato. Il blocco si basa sull'indirizzo IP e resta finché la piattaforma non si adegua alle regole locali.

Usare una VPN per aggirare il blocco è legale? In Svizzera e in Italia usare una VPN non è reato. Non è però una soluzione: serve ad aggirare un controllo pensato per la protezione dei minori, e chi la usa per raggiungere contenuti bloccati si imbatte più spesso in siti mirror poco affidabili che in un vantaggio reale.